CALCIO

Il calcio è lo sport più diffuso a livello nazionale, probabilmente il primo a livello mondiale, e tra gli sport più praticati dai giovani italiani di sesso maschile.

Se praticato con regolarità e costanza, il calcio sviluppa il tono muscolare rendendolo forte e reattivo ma anche resistente, migliora l’efficienza cardio vascolare, quella polmonare e stimola l’attività del sistema nervoso sia centrale che periferico attraverso l’apprendimento di schemi e strategie, necessari durante il gioco. Permette infatti di imparare a ragionare velocemente, a prendere decisioni in tempi molto ridotti e ad aumentare la consapevolezza del proprio corpo e delle proprie capacità; chi gioca in una squadra infatti è più propenso a sviluppare la fiducia in sé stesso e a mantenere un atteggiamento positivo ed entusiasta anche davanti alle difficoltà.

Ma non è solo un toccasana per i giovani aspiranti calciatori, poiché risulta anche essere tra gli sport che “influenza” maggiormente il sistema tonico posturale.
Il calcio, soprattutto se praticato a livello agonistico, provoca certamente alterazioni posturali specifiche poiché pur coinvolgendo nei movimenti e nella corsa anche i distretti superiori del corpo, il gesto tecnico è esclusivamente a carico degli arti inferiori, ed in particolare uno dei due arti inferiori, inclusi, purtroppo e soprattutto i portieri che sono soggetti ad importanti rischi posturali per via dei numerosi impatti contro il terreno di gioco durante le cadute, la postura tenuta durante il gioco ed il programma di allenamenti specifici.

È chiaro quindi come la parte più soggetta a sovraccarico e riprogrammazione muscolare, perché quella direttamente coinvolta nell’esecuzione specifica del gesto tecnico ma anche nella corsa, nei repentini cambi di direzione e negli scontri di gioco sia la gamba.
La ripetizione specifica dei medesimi gesti tecnici, specie se l’attività è stata iniziata fin da bambini, comporta l’attivazione preferenziale di determinate catene muscolari a discapito di altre con la conseguente comparsa di alterazioni posturali tipiche.

Quella in assoluto più comune ai calciatori è il cosiddetto ginocchio varo, ossia una distanza maggiore fra le ginocchia facilmente rilevabile in posizione eretta che nel peggiore dei casi può arrivare a formare una curvatura a convessità esterna. Diversi studi si sono soffermati sull’eziologia patologica del ginocchio varo nei calciatori trovando specifiche correlazioni, specie durante l’età della spinta puberale quando carichi impropri di allenamento risultano essere maggiormente deleteri.
L’azione tipica del calciare il pallone si caratterizza in particolare per un movimento in flessione dell’anca, estensione del ginocchio ma soprattutto una chiusura in adduzione della coscia con conseguente rotazione della colonna vertebrale, con effetti riscontrati sia sui muscoli retto addominale e adduttori della coscia che conseguentemente lavorano prettamente in accorciamento dando come risultato infiammazioni croniche come la sindrome retto adduttorea (pubalgia) sia sulla colonna vertebrale che si curva eccessivamente in atteggiamento di iper cifosi dorsale o che ruota malamente in atteggiamento scoliotico.

Tali situazioni necessiterebbero inevitabilmente di monitoraggio costante (non meno di 3 o 4 volte all’anno) e di allenamenti compensativi al fine di evitare che da paramorfismi progrediscano, perché non trattati, in disformismi con ripercussioni importanti in età adulta sul piano della salute.
La postura incide inoltre sul rischio di infortunio, basti guardare alle percentuali infortunistiche dei calciatori professionisti con numerosissimi esempi di contratture, distorsioni, strappi fino a rottura dei crociati o dei menischi, nella stragrande maggioranza dei casi conseguenti a sovraccarichi cronici funzionali più che a traumi diretti di gioco.

Oggi è possibile esaminarla e monitorarla attraverso 4 scatti fotografici.
Si chiama BhOhB il nostro nuovo rivoluzionario dispositivo tecnologico biomedicale certificato dal Ministero della Salute in grado di effettuare screening posturali Total Body privi di emissioni di radiazioni e quindi totalmente non invasivi.
BhOhB rileva, attraverso calcoli matematici, le biometrie del corpo e restituisce un’immagine tridimensionale della colonna vertebrale con i relativi angoli di Cobb.
Lo screening è veloce e produce rilevazioni oggettive.

Affidarsi alla tecnologia BhOhB consente ai tecnici (preparatori atletici, fisioterapisti e medici) di elaborare il miglior piano di allenamento possibile scegliendo gli esercizi più idonei giocatore per giocatore, con il fine di sviluppare l’apparato muscolo scheletrico e le capacità condizionali e coordinative necessarie a migliorare la propria prestazione in campo senza ledere le strutture che attraverso l’esame posturale risultino essere più deboli.

Meno infortuni pertanto ed una crescita sana.
Riuscire ad abbattere l’indice di infortuni per overstress delle strutture deficitarie a causa di errati atteggiamenti posturali che creano disarmonie muscolari (con cali di forza in alcuni distretti) e disallineamenti dei piani (l’arto predominante che calcia porta in rotazione bacino e colonna) senza raggi x, è la rivoluzione tecnologica più apprezzabile degli ultimi anni, poiché consente un monitoraggio costante della crescita con ripercussioni importanti in termini di salute.

Un giocatore che oggi effettua una mappatura del corpo attraverso BhOhB, una volta terminata la carriera, avrà meno probabilità di artrosi precoci nelle articolazioni maggiormente sollecitate durante gli anni di gioco (caviglia, ginocchio, anca) e di algie alla colonna e agli arti inferiori.